fiore di loto yoga anna fioravera
Lo Yoga è una disciplina per uomini
e donne che desiderano fermarsi
un momento per respirare.
Aggiornamenti nella sezione "Eventi":
Novembre 2017 - Meditazione a Tesserete (info)

  • Yoga dell'energiaOpen or Close
    Lo Yoga dell'energia nasce in Francia nel 1960 per opera del Maestro Roger Clerc, direttore dell'Accademia Occidentale di Yoga a Parigi, all'interno della grande corrente dello Hatha Yoga classico, di origine indiana e di matrice tantrica.
    Attualmente, il rappresentante di questo stile di yoga nel mondo è il Maestro Boris Tatzky, allievo diretto di Roger Clerc e direttore del Conservatorio di Yoga dell'Energia di Aix en Provence nel Sud della Francia.
    Roger Clerc ha ideato un sistema articolato in tre gradi successivi:

    1) Nel primo si tratta di comprendere che il corpo stesso è una sorgente di energia, iniziando a sentire i cambiamenti che avvengono dentro di sè e a equilibrare le polarità attraverso le posizioni classiche dello Hatha Yoga.
    Questo è possibile attraverso lo "sguardo interiore", che corrisponde alla capacità di percepire il volume interno del corpo.

    2) Nel secondo si fa circolare meglio l'energia vitale attraverso il controllo mentale.
    Durante la pratica, il centraggio, l'interiorità e la concentrazione su alcune parti del corpo rendono gli effetti più intensi. È importante sviluppare una attenzione sensibile con un'attitudine di ascolto.

    3) Nel terzo grado si aggiunge la meditazione, che consiste nel vedere ciò che è, un istante dopo l'altro, con attenzione sempre rinnovata, fonte di gioia, di essere.

    Un elemento importante nello Yoga dell'Energia è la memoria del vissuto. Quante volte ripetiamo le stesse esperienze replicando gli stessi errori perché non ce ne ricordiamo? Nello Yoga dell'energia, subito dopo la pratica di un esercizio, ci si concede un tempo di osservazione. Se si cerca inoltre di applicare nella vita di tutti i giorni la facoltà di attenzione e di forza interiore, il quotidiano diventa il luogo della pratica e lo yoga un'arte di vita.
  • CorsiOpen or Close
    anna fioravera yoga tesserete yoga cornaredo yoga resegaSono disponibile per lezioni individuali o collettive, anche per aziende. Lo Yoga è una disciplina per uomini e donne che desiderano fermarsi un momento per respirare. Allo stesso modo offre ai bambini attraverso il gioco, le storie, la musica, le posture e l'ascolto del respiro, uno strumento per migliorare la propria forza interiore.

    I corsi a Lugano si tengono presso il centro IACMA, in via Sonvico 9, tra l'uscita della Galleria Vedeggio-Cassarate e il CineStar, mentre a Tesserete presso Art & Gym - stabile Arca, vicino al Centro Sportivo L'Arena.

    Lugano (zona Resega)
    Giovedì
    9.30 - 10.45 mattina
    12.15 - 13.15 pausa pranzo
    (solo fino al 10 dicembre,
    dettagli nella sezione "Eventi")
    16.45 - 18.00 pomeriggio (bambini)
    18.30 - 19.45 sera

    Tesserete
    Lunedì
    9.30 - 10.45 mattina
    19.30 - 20.45 sera
    Mercoledì
    9.30 - 10.45 mattina
    18.00 - 19.15 sera
    19.30 - 20.45 sera
    Abbonamento annuale
    1 lezione settimanale, per un totale di 30 lezioni, chf 400.-
    2 lezioni settimanali, per un totale di 60 lezioni, chf 600.-
    Una lezione di prova è gratuita. Possibilità di inserirsi in qualunque momento nel corso.
  • EventiOpen or Close
    yoga meditazioneDa novembre 2017: meditazione a Tesserete
    Venerdì 18:30-19:30. Aperto a tutti, uomini, donne e più giovani.
    Rimedio naturale per ansia e depressione. Migliora memoria e concentrazione. Facilita l'incontro con la nostra parte migliore e le relazioni con il prossimo. Una lezione di meditazione chf 20.-
    Per informazioni contattatemi al numero 079 799 04 01 - flyer.


    yoga last minute tessereteDa giugno 2017: Yoga "last minute".
    Le lezioni si tengono a Tesserete o a Lugano (zona Resega). La durata di ogni lezione è di 75 minuti e il prezzo di frs 2o.-
    Vengono inviate man mano date, orari e luogo. Per informazioni contattatemi al numero 079 799 04 01
    Per maggiori informazioni scarica il foglio informativo.


    anna fioravera yoga trentino alo adige folgaria seminarioDal 25 al 28 maggio 2017: Yoga e Costellazioni Familiari.
    Le due pratiche, nonostante siano due cammini distinti, si potenziano l'una con l'altra. La pratica dello yoga ha la funzione di rendere la persona più disponibile all'ascolto della realtà così come si presenta. Le costellazioni familiari sono uno strumento di conoscenza e crescita personale.
    Per maggiori informazioni scarica il volantino (1,2 mb).


    yoga terme montegrottoDal 25 febbraio al 1 marzo 2017: Yoga e cure termali a Montegrotto (PD).
    Praticare yoga (approfondendo ciò che si sperimenta nei corsi settimanali) e immergersi nelle calde acque termali abbandonandosi alla sconfinata memoria dell'acqua per apprendere di nuovo, ritrovarsi e riscoprire le infinite potenzialità che dimorano in ognuno di noi.
    Iscrizione e informazioni approfondite in questo volantino (1,5 mb).


    marilia albanese conferenza luganoVenerdì 2 dicembre 2016: dalla Terra allo Spazio.
    Incontro teorico-pratico rivolto a tutti gli amanti delle discipline orientali, tenuto da Marilia Albanese
    Dopo la conferenza si terrà un laboratorio esperienziale di pratica di qigong tenuto dal Maestro Isidoro Li Pira.
    Iscrizione e ulteriori informazioni su questo opuscolo (1,4 mb).


    anna fioravera yoga trentino alo adige folgaria seminarioDal 26 al 29 maggio 2016: Yoga e Costellazioni Familiari.
    Appuntamento rinnovato anche quest'anno per il seminario intensivo
    in una cornice naturale unica. Pensione completa e quote scontate
    per accompagnatori e bambini.
    Tutte le informazioni e il modulo di iscrizione sono scaricabili
    in questo volantino (1,5 mb).


    buddha marilia albanese centro iacmaVenerdì 18 marzo: Le tempeste della psiche.
    Come non esserne travolti e come distaccarsi fra pensieri invasivi ed emozioni perturbanti.
    Incontro teorico-pratico rivolto a tutti gli amanti delle discipline Orientali tenuto da Marilia Albanese.
    (iscrizione e maggiore dettagli)


    anna fioravera yoga pausa pranzo lugano centro iacmaDal 28 gennaio al 5 marzo 2016: Una proposta per nutrirsi di... altro.
    Uno stacco per uomini e donne che desiderano fermarsi un attimo per respirare. Dalle 12:30 alle 13:30, per cinque giovedì, presso il Centro IACMA a Lugano (zona Resega).
    Costo per le cinque lezioni chf 100.-
    (volantino informativo)


    anna fioravera yoga arena capriasca cst tessereteDal 13 al 17 luglio 2015: Settimana intensiva di Yoga: mattina o sera
    Corso per adulti presso la Piscina Arena Sportiva a Tesserete.
    Dalle 6:45 alle 8:00 del mattino oppure dalle 19:00 alle 20:15 di sera, è necessario portare il proprio materassino da casa.
    Costo per domiciliati e comuni convenzionati per tutta la settimana chf 85.-, per non domiciliati chf 100.-. (pagina esterna con info corso)


    anna fioravera seminario di meditazione e costellazioni familiariDal 25 al 28 giugno 2015: Seminario intensivo di Yoga e costellazioni familiari
    Le due pratiche, nonostante siano due cammini distinti, non differiscono di tanto tra loro: entrambe mirano a fornire degli strumenti per comprendere le trappole che la nostra mente ci tende e che si presentano sotto forma di paure immotivate. Queste si alimentano tra di loro, crescono e ci schiacciano finendo per farci sentire inadeguati e incapaci... . (iscrizione)
  • Chi sonoOpen or Close
    anna fioravera yoga tesserete yoga cornaredo yoga resega
    Anna Fioravera, praticante di discipline orientali dal 1989. Allieva del maestro Isidoro Li Pira e insegnante IACMA (international academy of chinese martial arts). Diplomata presso la SFIDY di Milano (scuola di formazione all'insegnamento dello yoga, corso quadriennale). Allieva del maestro Claudio Conte (yoga metodo Nil Hauhoutoff) e del maestro Boris Tatzky (yoga dell'energia). Master annuale di formazione GiocaYoga presso AIYB (associazione italiana yoga per bambini) con diploma abilitante all'insegnamento del metodo GiocaYoga. Associata alla Yani (yoga associazione nazionale insegnanti). In ri-formazione seguendo gli insegnamenti di Eric Baret (yoga tantrico del Kashmir).


    Sono madre di tre figli venuti al mondo nell'arco di un periodo di quattro anni, a cui ho dedicato tutto il mio tempo accompagnandoli nella loro crescita. Il fatto che fossero così vicini di età ha sicuramente influenzato la qualità e la rumorosità delle mie giornate. Negli anni ho dovuto farmi interprete di linguaggi diversi e spesso sovrapposti, che spaziavano dal semplice pianto del neonato affamato, all'urlo capriccioso del bambino che stava imparando a parlare, fino alla necessità di dialogare della bambina più grande che aveva già un'ottima padronanza del linguaggio.

    Con il passare del tempo e con il crescere dei miei figli, tutto ciò si è trasformato in una situazione completamente diversa, ma non per questo meno rumorosa, creata da tre adolescenti che ascoltano musiche differenti, a volume alto, o guardano la televisione in orari in cui personalmente apprezzerei molto il silenzio.

    Di fronte a queste continue sollecitazioni, ho sviluppato sempre di più la necessità di avere dei momenti di calma e di silenzio.

    All'inizio non ero a conoscenza di quale sarebbe stata la situazione ideale per trovare la quiete necessaria e rigeneratrice di cui avevo bisogno per poter ascoltare con meno fatica la moltitudine di richieste dei miei figli; mi risultava chiaro, però, che avrei dovuto avventurarmi in un'esperienza che contemplasse la condizione del silenzio.

    Dopo diverse ricerche e altrettante esperienze sono arrivata a incontrare lo yoga, una disciplina che mi ha servito su di un piatto d'argento quest'agognata condizione di silenzio. Un silenzio che mi ha permesso di trovare ciò che cercavo e molto di più.

    anna fioravera insegnante di yoga in un asana nella naturaAd accrescere la mia passione per questo aspetto della vita sono stati anche gli svariati ritiri di meditazione cristiana, guidati da Padre Andrea Schnöller, autore, per altro, de La via del silenzio. Durante queste settimane di meditazione, le quali non sono mai state prive di sofferenza, ho potuto confrontarmi con condizioni che non avevo mai esplorato fino ad allora.

    Il silenzio proposto da Padre Andrea prima, durante, e dopo le pratiche di meditazione, mi ha permesso di incontrare tutto il mio rumore interiore.

    Parecchie volte ho avuto la tentazione di fuggire da ciò che stavo scoprendo.

    Ma il fatto di resistere a questa tentazione, restando nell'ascolto di "ciò che è" mi ha permesso di conoscermi meglio e di diventare, con il tempo, una persona più consapevole. Ho preso così coscienza dell'importanza dell' "essere presenti" e di come, almeno all'inizio del cammino, il silenzio funga da sostegno per tentare di restare in questa presenza.

    Per approfondire ulteriormente l'argomento e per continuare la mia ricerca interiore ho seguito una formazione quadriennale per diplomarmi come insegnante di yoga. Da alcuni anni, oltre a praticare e studiare lo yoga, ho incominciato a insegnarlo per "pagare il mio debito -come dice il maestro Boris Tatzky- rispetto a tutto ciò che ho ricevuto e ricevo dallo yoga".

    anna fioravera yoga tesserete yoga cornaredo yoga resegaFino ad oggi non ho riscontrato particolare difficoltà nel far emergere il silenzio durante gli incontri di yoga. Mi capita spesso di accorgermi di quanto sia importante essere essenziali nelle spiegazioni verbali per non rompere l'incantesimo che si crea dal momento che, grazie al silenzio, gli allievi entrano in una dimensione diversa che favorisce l'ascolto e diventa la cornice entro cui potranno fare un viaggio.

    Ricca di quest'esperienza ho sentito il bisogno di sperimentarla anche con i bambini. Per questo ho frequentato la formazione "GiocaYoga" presso l'AIYB. Ho potuto così acquisire delle nozioni che mi hanno permesso di cominciare a insegnare lo yoga ai bambini e a portare loro la mia proposta di silenzio, all'interno di ogni lezione.
  • PensieriOpen or Close
    In questa sezione troverete alcuni scritti, estrapolati dalle tesi che ho elaborato nel corso delle mie formazioni come insegnante di yoga.

    anna fioravera yoga tesserete yoga cornaredo yoga resegaNei panni dell'allieva
    Nel corso della mia esperienza, ogni qual volta che ho incontrato un insegnante di yoga, è sempre stato a seguito di circostanze fortuite e mai per una ricerca mirata, pianificata a tavolino. Prima di incontrarli non ho mai controllato il loro lignaggio. Per contro, per decidere se iscrivermi o meno a un corso di yoga, una volta fatta la lezione di prova, ho sempre cercato di osservare in me le sensazioni rimaste a fine pratica. Sensazioni che ho in seguito portato a casa, dandomi il tempo per lasciarle decantare, e, passato qualche giorno, cercando di raccogliere quello che restava in me di queste impressioni, valutavo quali erano le mie aspettative, e soprattutto se queste erano conciliabili con ciò che mi aveva trasmesso l'insegnante. Mi è anche capitato di tirarmi in dietro, nel momento in cui questi due elementi di valutazione mi apparivano incompatibili. Osservando con gli occhi di oggi questo mio procedere, mi sento di dire che, da qualche parte, nel mio atteggiamento, è sempre stata presente un'assunzione di responsabilità, che fino ad ora si è rivelata premiante. Infatti, gli insegnanti che ho seguito e che sto seguendo a tutt'oggi, mi stanno aiutando a costruire delle basi importanti, per potermi incamminare in una ricerca spirituale, senza però rendermi un'allieva cieca e totalmente dipendente. A loro riconosco la capacità di passarmi degli insegnamenti, senza però imporli come dogmi incontestabili. Il loro modo di proporre senza imposizioni, mi permette di rimanere rilassata, con una mente aperta alle tante verità esplorabili; starà poi a me riuscire ad incontrare chi potrà accompagnarmi il più vicino possibile alla verità unica. Questo sentirmi spronata a dover studiare e praticare per poter capire, mi fa sentire, da una parte scoraggiata rispetto alla vastità della materia, ma dall'altra stimolata e libera di cercare in una direzione che mi porterà forse un giorno a trovare il mio guru nella sua accezione antica e tradizionale. Per questo sono infinitamente grata agli insegnanti Raffaella Meylan, Patrick Tomatis, Claudio Conte, Boris Tatzky e Alberta Biressi. Ogni volta che mi sono sentita sola, non considerata da uno di loro, o in disaccordo con una delle loro teorie, ho sempre avuto la possibilità di portarmi a casa un insegnamento prezioso. Osservando con calma e distacco le emozioni che avevo provato durante una lezione o un seminario, constatavo quanto esse dipendessero dalle mie insicurezze e dalle mie aspettative, arrivando così a capire che avrei potuto progredire solo riposizionandomi rispetto a ciò che desideravo imparare da questo o da quell'insegnante e a ciò che ero disposta a dare in cambio.

    Quando si viaggia, è necessario fare spesso il punto chiedendosi:
    Dove mi trovo?
    A quale grado di longitudine, di latitudine?
    Quale direzione devo prendere?
    Quale distanza ho superato dal mio punto di partenza?
    Quale distanza mi rimane da superare?

    Sul Cammino bisogna fare spesso il punto, riprendere tutte le questioni fondamentali, anche quelle che si credono risolte, e, dieci anni dopo, riproporsi le stesse domande che ci si poneva:

    Che cosa voglio?
    Su quale cammino sono impegnato?
    Che cosa faccio e che cosa mi è richiesto?
    Perché?

    Riprendere spesso le grandi nozioni fondamentali del Cammino che si comprende sempre meglio, di anno in anno, e dare loro un senso nuovo. Non bisogna pensare che una volta per tutte si è capito che cosa era la parola meditazione o qualunque altro dato concernente il Cammino.

    (Cit. A. DESJARDINS, Alla ricerca del sé, 1996, Edizioni Mediterranee).


    anna fioravera yoga tesserete yoga cornaredo yoga resega Il silenzio per i bambini

    Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili e a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l'olfatto, a guardare là dove, apparentemente, non c'era nulla da vedere, e ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo. Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà. Noi respingevamo un comportamento esagerato ed esibizionista poiché lo giudicavamo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto. Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né portato avanti frettolosamente. Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche se fosse stata molto importante. Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune. Anche durante i discorsi facevamo attenzione a ogni pausa, nella quale l'interlocutore rifletteva. Per i Dakota, il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore nei torbidi momenti della malattia e della morte, il silenzio era prova di stima e di rispetto. Era così quando ci capitava qualche cosa di grande e degno di ammirazione.
    (B. Brevi, Il grande spirito parla al nostro cuore, Edizioni Red, 1995).

    Ci sono infinite forme di silenzio. In questo contesto desidero parlare del "silenzio vivo che si differenzia dal silenzio quiescente, morto, non sufficiente a creare uno stato di sincera concentrazione e condannato a non suscitare una reale condizione per la meditazione" (S. Cingolani, Per una storia del silenzio, Ugo Mursia Editore, 2012).
    Questo silenzio vivo che rappresenta nello yoga la condizione ideale per sperimentare la pratica, è quello che propongo durante le lezioni di yoga. Mi rendo conto però che è una condizione che deve partire prima di tutto da me per poter diventare così l'espressione o il riflesso della mia calma interiore. Per questo motivo considero la possibilità d'insegnare lo yoga ai bambini un'opportunità unica che mi rimanda costantemente a me stessa, offrendomi la possibilità di osservarmi attraverso i comportamenti e le reazioni dei bambini durante la lezione di yoga.
    Solo stando continuamente attenta e presente a me stessa posso ipotizzare di chiedere ai bambini la stessa qualità di attenzione.

    [...] Una qualità di attenzione che hanno i bambini molto piccoli, attenti alle meraviglie del mondo ma silenziosi e tranquilli. Questa qualità di attenzione è vigile e leggera, senza traccia di tensione, e aderisce totalmente al presente perché è nel presente.
    (M. Borruso, Essere nel presente. Il risveglio, Edizioni Nuovi Equilibri, 2009).

    Nel silenzio i bambini potranno fare esperienze di ascolto così lontane e così diverse da quelle vissute nel quotidiano.
    Nel silenzio e nella totale immobilità i bambini potranno sintonizzarsi su di una frequenza, a loro forse sconosciuta, che permetterà loro di sentire dei rumori come il battito del cuore e il ritmo del respiro.
    Nel silenzio i bambini potranno imparare l'importanza della giusta parola e l'importanza del giusto silenzio.
    Nel silenzio i bambini potranno incominciare a muovere i primi passi verso una vita più consapevole.

    "Un bimbo impiega due anni per imparare a parlare, un uomo impiega una vita per imparare a tacere" (Anonimo).

    Nel contesto di una lezione di yoga per bambini, il silenzio può rappresentare, sotto forme e aspetti diversi, il punto di partenza, il punto centrale e il punto d'arrivo. All'inizio della lezione è una condizione esteriore necessaria per iniziare a fare un'esperienza. Condizione non indispensabile, ma sicuramente apprezzabile.Durante la lezione diventa invece un supporto per restare nell'ascolto dei propri rumori. E alla fine della lezione si trasforma in un silenzio avvolgente che infonde calma e quiete. Dal mio punto di vista, queste tre tappe sono proponibili a tutti i bambini, dai più tranquilli ai più agitati. Per ognuno di loro sono tappe che rappresentano una possibilità per osservarsi in situazioni inconsuete e imparare a confrontarsi con la propria natura cercando delle soluzioni amorevoli per trovare un po' di pace. Per concludere vorrei riportare la seguente riflessione, nella quale si riflette in maniera soddisfacente il mio punto di vista:

    "per quanto il compito sia difficile e gli esiti non scontati, ritengo che sia possibile resistere a ciò che nei contesti sociali moderni si oppone al silenzio o lo distrugge, e che si possa aspirare a fruire di spazi ed esperienze significative di silenzio anche nel mondo di oggi, ben sapendo che quest'ultimo è caratterizzato da flussi di comunicazione incessante e dall'invadenza del rumore".
    (G. Gasparini, C'è silenzio e silenzio; forme e significati del tacere, Edizioni Mimesis, 2012.).

  • Libri consigliatiOpen or Close
    Il testo storico alla base dello Yoga dell' Energia è lo Hatha Yoga Pradipika di Svatmarana (edizione italiana a cura di Giuseppa Spera).
    Questo testo va letto così come vanno letti gli altri testi riconosciuti dalla tradizione, i quali contengono i fondamenti dello yoga, ma che per essere compresi necessitano la spiegazione di una persona che, oltre a conoscere la pratica dello yoga, ne abbia una profonda conoscenza teorica.

    Diverso è invece il discorso per alcuni altri libri, scritti da personaggi più contemporanei, che non hanno deciso di avvalersi di parabole linguistiche che spesso confondono il lettore oltre a non trasmettere nessun insegnamento fruibile.
    Questi autori hanno in comune il fatto di usare un linguaggio semplice, con parole sempre adeguate, che sono in grado di arrivare in modo diretto e illuminante.
    Grazie a queste letture, ho potuto trasformare gli insegnamenti contenuti nei libri che elencherò qui di seguito, in vere e proprie sadhana, intese come attività e comportamenti che ho trasferito nel mio quotidiano, e che mi hanno permesso di mettere in relazione la pratica dello yoga con la vita di tutti i giorni. A poco a poco, sto comprendendo e integrando un concetto esposto da Gérard Blitz e riportato nel libro Il filo dello yoga che dice:

    La pratica vera dello Yoga è la vita
    Se non avessimo il supporto della vita
    Non ci sarebbe esperienza possibile
    Tutti gli avvenimenti sono positivi
    Se possono servire alla nostra esperienza
    Ciò che è essenziale è essere coscienti

    I libri che consiglio sono:
    - La via del cuore di Arnaud Desjardins, Ubaldini editore, Roma
    - Discorsi ai bambini e al bambino interiore, di Thich Nhat Hanh, Ubaldini editore, Roma
    - Il miracolo della presenza mentale, di Thich Nhat Hanh, Ubaldini editore, Roma
    - Il potere di adesso, di Eckhart Tolle, Mylife
    - La saggezza dello yoga: Una guida alla ricerca di una vita straordinaria, di Stephen Cope, Feltrinelli editore
  • Filosofia della scuolaOpen or Close
    "È negli spazi che sviluppate la coscienza, non nel continuare ad agire incessantemente" Gérard Blitz.

    Lo yoga, così come noi lo pratichiamo, è uno scopo, una filosofia pratica che cerca di riunificare l'essere umano in sé stesso, per permettergli di aprirsi intorno a sè e poi al di là di sè.
    La finalità ultima è realizzare la sorgente di vita che è in ogni essere umano.
    Per fare questo lo yoga propone diversi metodi che offrono, in ogni caso, la possibilità di percorrere tutti i cammini dello yoga. La necessità di applicare delle etichette a tutto e a tutti ha assunto una importanza eccessiva facendo credere che vi siano grandi differenze tra le varie forme dello yoga.

    Lo yoga dell'energia è hatha yoga.
    È una pedagogia dello hatha yoga nella quale viene messa la coscienza sull'energia.


    La pratica dello hatha yoga dà la possibilità di sperimentare i vari significati della parola yoga:

    1. ASANA (significa posizione)
    In un primo momento l'attenzione e la concentrazione sono rivolte alla forma del corpo, alla flessibilità e alla scioltezza fisica. Con il tempo diventa fondamentale imparare a sentire le posizioni e il respiro.
    Nello yoga dell'energia vengono proposti tre livelli di lavoro per ogni asana al fine di poter imparare a sviluppare la capacità di discernimento. Si tratta di scegliere il livello di lavoro che non farà sviluppare uno sforzo eccessivo per potersi aggiustare nella posizione, per poi progredire. Lo schema mentale che ci fa credere che il massimo sia il meglio rischia di tenerci intrappolati portandoci solo allo sfinimento. La postura deve essere stabile con agio interiore.

    2. PRANAYAMA (la respirazione consapevole)
    Variare le tecniche di respirazione mantiene l'attenzione sul respiro e impedisce che quest'ultimo diventi un esercizio puramente meccanico. Seguendo il respiro la mente è occupata dal processo respiratorio e, in questo modo, il pranayama prepara alla immobilità della meditazione. La qualità del respiro è la porta d'entrata per accedere al controllo dell'energia vitale attraverso il respiro. Un respiro un po' più lento calma la mente. Un respiro più regolare attenua le tensioni più profonde, che sono con noi da più tempo. Un respiro più ampio è sorgente di vitalità. Mai sforzare il lavoro con il respiro e evitare di creare un senso di oppressione.

    3. DHYANA (è la ricerca di uno stato di meditazione)
    Essere stabili in un grande silenzio interiore.

    Come comprendere se stiamo progredendo?
    Il progresso nello yoga è riscontrabile attraverso l'osservazione delle nostre relazioni intepersonali. Se nel tempo migliorano significa che stiamo usufruendo in modo adeguato dei mezzi di cui dispone lo yoga per favorire i cambiamenti nella nostra vita.
  • ContattoOpen or Close
    Ulteriori informazioni e iscrizioni: +41 79 799 04 01, oppure tramite email a: yoganna@corsiyoga.ch

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